Julia Butterfly Hill in Italia a Marzo

12 Febbraio 2008

L’ambientalista americana sarà a Parma l’8 marzo prossimo per ricevere il premio “Mimosa d’oro per l’ambiente”. L’evento organizzato dall’ADA (Associazione Donne Ambientaliste) si terrà alle ore 16.00 presso l’Aula Magna dell’Università di Parma.

Nell’occasione verrà proiettatto il documentario “Luna”, che racconta la storia dei primi cento giorni di Julia su Luna, la sequoia millenaria nel Nord della California, salvata dall’abbattimento grazie alla protesta di Julia Butterfly.

Julia torna in Italia per l’ennesima volta a parlare di sè, della sua straordinaria protesta, dei suoi programmi per il futuro, delle sue convizioni. Torna ad incontrare il pubblico di casa nostra per spiegare, attraverso la sua esperienza, perché è necessario tornare ad essere semplici, apprezzando ogni momento, ogni gesto, ogni azione consapevole, per riuscire ad invertire la pericolosa tendenza che ci sta portando così lontano dai valori condivisi con il pianeta bellissimo che ci ospita.

Come avrete letto in questo blog, Julia ha scelto di allontanarsi dai riflettori della scena pubblica e dal suo essere considerata una “celebrità”. Ha scelto l’Italia - e l’Associazione Donne Ambientaliste  di Parma - come segno di profondo apprezzamento e rispetto per l’impegno che questa associazione mette nel quotidiano, per informare e far crescere una cultura più consapevole e attenta.

E’ un evento importante e una delle rare occasioni ormai di incontrare questa ragazza,diventata il simbolo delle proteste ambientaliste, ma che continua, nella semplicità della propria vita, a mettere cuore e azione là dove sono le sue convizioni: un esempio di coerenza su cui riflettere e da cui imparare.

 

Chiude la Circle of Life - Parte il What’s Your Tree

7 Dicembre 2007

A fine anno chiuderà la Circle of Life, la fondazione creata da Julia Butterfly Hill mentre ancora viveva su Luna. Lascerà il posto ad una nuova realtà e ad un innovativo e incredibile programma, che porteranno avanti il lavoro di Julia e il suo team in modi ancora più efficaci e diretti…aspettando l’uscita del film LUNA. Ecco come Julia stessa spiega questa importante fase di transizione…

“Questo periodo dell’anno è dedicato alla riflessione e mi ritrovo a pensare alla straordinaria crescita e bellezza della famiglia della Circle of Life negli ultimi 8 anni.
Penso alle migliaia di eventi negli Stati Uniti e nel mondo a cui ho partecipato e in cui la Circe of Life mi ha aiutato a fare la differenza. Penso alle centinaia di migliaia di lettere, e-mails e chiamate da parte di gente che hanno utilizzato le informazioni, l’ispirazione e i materiali della Circe of Life trasformandoli in azione.
Penso alle sfide dei viaggi unite alla gioia di poter guardare le persone negli occhi e vedere il loro impegno per questo pianeta. Penso alle basi create per importanti campagne; alla raccolta fondi per organizzazioni locali; ai giovani che sono venuti da me con le lacrime agli occhi  dicendo: “Grazie per avermi mostrato il coraggio di essere semplicemente me stesso”.
E penso al generoso supporto che abbiamo ricevuto. Potrei riempire libri interi con i pensieri, le esperienze e le lezioni che ho appreso. E’ stato un incredibile e stimolante viaggio per me.

Ho fondato la Circe of Life mentre mi trovavo ancora su Luna per la molta energia e attenzione che si stava riversando su di me, e non volevo che finisse là. Desideravo un trovare un modo per incanalare tutta quella attenzione e energia per servire il mondo che amo e mi tocca profondamente vedere quanti modi abbiamo trovato per farlo.
Mentre ho speso molto tempo e passione per facilitare alla gente il compito di vivere con pieno proposito la propria vita, anche io ho scoperto nuovi livelli del mio personale scopo. Ho realizzato che nonostante alcune buone capacità – come il parlare in pubblico ed essere guida e leader – quelle stesse capacità non facevano parte del mio scopo. Il mio proposito è “vivere una vita di amorevole e gioioso servizio “. Provo gioia nel servire, e mi sono sentita obbligata a farlo in qualità di portavoce e leader, invece di permettere all’ispirazione della mia anima di coinvolgermi con gioia nel pieno servizio.

Nel momento in cui ciò si è manifestato, ho realizzato finalmente che si sono conclusi i capitoli della mia vita che mi hanno visto sotto le luci della ribalta. La Circe of Life è cresciuta operando all’interno della consapevolezza che ogni cosa in natura è fatta di cicli. E come la Natura ha i suoi cicli, così anche le organizzazioni, i movimenti, i gruppi e le persone. Mentre sto uscendo sempre di più dalla sfera pubblica, è incredibile vedere l’eredità vivente del nostro lavoro, il programma What’s Your Tree, crescere e svilupparsi velocemente. Il nostro team si è accorto che lo scopo della Circe of Life come organizzazione ha finalmente completato il suo ciclo. Dopo profonde riflessioni, preghiere e lavoro, stiamo per chiudere la vecchia struttura  della Circe of Life.
Ciò non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in essa, ma semplicemente abbiamo capito che è arrivato il momento di chiudere. Infatti, abbiamo molte risorse per transitare la Circe of Life in qualcosa di nuovo.

Alla fine del 2007, chiuderemo la Circe of Life. E’ un momento agrodolce perché è anche il nuovo inizio  di What’s Your tree. Nell’ultimo anno abbiamo lanciato la realtà no-profit Starfish Alliance che ospiterà il programma What’s Your Tree a partire dal 1 Gennaio 2008. Crediamo che la Starfish Alliance offra la migliora struttura possibile per lo sviluppo efficiente ed efficace di What’s Your Tree.

La Starfish Alliance faciliterà e addestrerà piccoli gruppi di persone motivate attraverso un periodo di 7 settimane per raggiungere un potente e duraturo cambiamento nelle loro vite, nelle loro comunità e nel mondo. E’ il risultato di quasi due anni di ricerche e sviluppo alla Circe of Life, apprendendo dalle migliori pratiche oggi esistenti nella creazione di movimenti e strutturando un modello capace di portare le persone dall’ispirazione all’azione.

What’s Your Tree è un distillato potente del lavoro della Circe of life ed è stato creato per raggiungere milioni di persone che vedranno il film Luna quando uscirà nelle sale (attualmente è previsto per la fine del 2008 o l’inizio del 2009). Ho sempre sostenuto che il mio impegno dovesse essere lo specchio della grandezza che risiede in ognuno di noi. Il programma utilizza la mia storia per riflettere l’immagine dello specchio verso i partecipanti, aiutandoli a scoprire lo scopo, la passione e il potere di cui hanno bisogno per vivere pienamente le loro vite e servire il mondo.

Alissa Hauser, da tempo direttrice della Circe of Life, è il leader del programma What’s Your Tree. La scorsa primavera, Alissa, io e un gruppo di educatori abbiamo realizzato i materiali che sono attualmente in fase di test in gruppi di cinque diverse regioni degli Stati Uniti – Durham, NC; Philadelphia, PA; Denton, TX; Austin, TX; Eureka, CA. Questi gruppi hanno già in programma di far crescere il programma portandolo ad un livello da locale a regionale. Abbiamo in programma di aggiungere nuove zone nel 2008 e sono felice di poter giocare il ruolo di consulente in questa crescita.
Abbiamo ricevuto più richieste per il programma What’s Your Tree di quante riusciamo a coordinarne.

Per maggiori informazioni sul programma, Vi invito a visitare il sito temporaneo www.whatsyourtree.blogspot.com
Nonostante dunque siamo in procinto di chiudere la vecchia struttura della Circe of Life, questo nuovo programma sta portando avanti l’eredità della Circe of Life e del mio lavoro per aiutare la gente a vivere la propria vita in un modo più forte di quello che pensano e ad usare il magico dono della vita come un contributo al mondo.”
 

L’Estate è qui

22 Agosto 2007

Tempo di festeggiare. Tempo di giocare. Tempo di impollinare. Le api ronzano incessanti nei giardini del mio quartiere. Gli uccelli mi svegliano con il loro canto nei cespugli adiacenti casa mia. Le temperature si alzano. Goccioline dolci sulla mia faccia e le mie braccia mentre vado in bicicletta a fare la spesa. Assaggio il sale e mi ricordo di essere fatta di oceani…  Il dolce si trasforma in lacrime nel momento in cui ripenso al membro della mia famiglia che ho scelto, Berk Snow, morto da poco in un incidente aereo. Non so come mi sia venuto in mente. Mi sento in pace se penso alla sua morte. So perfettamente che tutti noi moriamo. Non è un bene resistere a questa idea, ignorarla, combatterla o lamentarsene. So che lo spirito di Berk è profondamente vivo in tutte quelle persone che lo hanno amato così tanto. Ma all’improvviso, faccio un lungo respiro e un sentimento di dolore inonda il mio cuore ed esce dai miei occhi. E’ difficile pensare che non guarderò più nei suoi occhi vividi. E’ difficile rendersi conto che la mia cassetta della posta non riceverà più le sue divertenti cartoline. Le mie braccia dolorano del desiderio di dargli un ultimo abbraccio che so non potrò più dargli. 

E mentre le lacrime tracciano i ricordi sul mio viso, sorrido e mi metto a ridere, ripensando a quanto ci siamo divertiti insieme in tutti questi anni. La vita è così, risate e lacrime che tanto spesso danzano insieme.  E la morte non rappresenta la fine della vita. E’ una parte di percorso continuo. E’ parte della vita stessa. Anche se molte volte sembra il contrario. Cellule nel nostro corpo muoiono ogni giorno, ogni momento, per rinnovare completamente il nostro sistema cellulare ogni 7 anni, e nonostante ciò non ci lamentiamo della loro perdita. E’ un fenomeno interessante, questo grande sperimento chiamato essere umano.  Qualsiasi cosa, passando attraverso una perdita, mi ricorda di assaporare profondamente tutto ciò che la vita ha da offrire, inclusa la morte e il dolore. E l’estate mi ricorda di assaporare la sensazione del sole sulla mia pelle, il sapore delle lacrime salate e dolci sullamia lingua e il suono delle ali delle api che si posano sui fiori.  L’amore oltre,  julia butterfly hill    

 

 

 

Holding It All

21 Marzo 2007

Se le mie mani fossero grandi abbastanza,

terrei il mondo,

e aiuterei a guarire le sue ferite.

Ma dal momento che le mie mani

sono solo della misura di una pagina,

tengo una penna invece…

e il mondo,

lo tengo nel mio cuore.

 

by Julia Butterfly Hill

Alias “niente”

26 Febbraio 2007

Che periodo eccezionale questo che sto vivendo! Ho passato uno splendido compleanno (grazie a DJ Dragonfly e a tutti coloro che lo hanno reso così speciale). E per la prima volta dopo lungo tempo, sento di essere pienamente DENTRO la mia vita, di contro a correrle sempre dietro cercando di prenderla. Penso che questo sia il mio personale regalo a me stessa.

Qualcosa a proposito di questo nostro mondo che gira così veloce, che impazzisce, risorse finite che vengono utilizzate in quantità senza precedenti, gli ecosistemi degli oceani che collassano, vere zone morte nella nostra acqua, l’aria talmente inquinata da essere visibile, i cosiddetti “ambientalisti” che spingono il nucleare come via per uscire dalla crisi climatica, l’estinzione di massa di intere specie, un crescente numero di persone messe in prigione, schiavitù infantile, schiavitù sessuale, Iraq, Afghanistan, Darfur, fattorie industriali, modificazione genetica dei cibi, erbicidi, pesticidi, bombe, fucili, granate, persone che cercano di comprare il loro modo di essere sostenibili o di essere illuminati, persone che pensano che il loro figlio sia “quello speciale” (come se i milioni di bambini che già sono al mondo siano meno speciali), i presidenti delle grandi corporations che fanno miliardi mentre la gente muore di fame e cammina e vive nell’inquinamento creato da quel “progresso”… Qualcosa a proposito di tutto questo, e molto ancora, mi ha portato a pensare e ad agire come se dovessi costantemente sbrigarmi e lavorare duro per “salvarci” dalla nostra stessa dipendenza collettiva all’ignoranza e alla sofferenza.

La realtà è che nulla di quello che posso fare farà quella gran differenza nel grande schea della vita che è molto più grande di qualsiasi cosa che posso controllare o comprendere. Sono solo una goccia in un oceano immenso. Tutto ciò che veramente c’è da fare per me è cercare in modo costante e chiedere la mia verità, il mio amore, la mia gioia, e agire con intergrità partendo da quel luogo. Toccherà alcune persone e le ispirerà ad agire in un modo che è maggiormente in armonia con l?unità di cui siamo tutti parte, e per gli altri, non lo farà.  Ma in fondo, non si tratta di ciò che gli altri faranno, dal momento che non ci sono “altri” (anche se ci piace parlare di Unità con un asterisco, che ci permette di uscirne ogni volta che ci sentiamo giustificati o non a  nostro agio). Sono solo io…e non, tutto allo stesso tempo.

Mi è capitato di meditare sul pensiero  di perdere completamente la memoria. Chi sarei in quel caso, e cosa farei? Questa meditazione si è rivelata molto potente.

In quanto umanità siamo in qualche modo diventati un mucchio di “Io SONo questo; Io NON SONO quello”. Io sono conscio. Loro non lo sono. Io sono illuminato. Gli altri no. Le persone sono più importanti degli animali o delle piante. Io sono speciale. Il che significa che perché noi lo siamo, gli altri non lo devono essere.Ho avuto una vita difficile. Qualcun altro ha avuto una vita facile. Io sono un’entità all’interno di me stesso. Tu sei la tua stessa entità. Io sono stupido. Tu sei intelligente. Tu sei un artista. Io no. Io sono Julia Butterfly Hill. Io non lo sono. Io sono niente. Sono un involucro vuoto. Sono tutto ciò che viene prima di sapere cosa sia un involucro vuoto. Sono un vuoto che viene prima che mi insegnassero il significato di vuoto.   La mia meditazione mi ha condotto verso un percorso di scioglimento. Mi vien subito da dire che è stato e continua ad essere molto stimolante. Ma nel momento in cui lo dico scivolo subito dal niente al qualcosa. Capite ciò che intendo.

Anche scrivere mi sembra sciocco. E’ come creare scatole in cui infilare questo momento e in qualche modo legarlo con un un fiocco carino e bello del passato, e far finta che nessuno di questi sia rilevante o conti qualcosa. E chi decide cosa conta e cosa no? Solo il vocio nelle nostre menti. E comunque, ho deciso di credere che scrivere i miei pensieri e le mie esperienze così che il mondo intero veda, in questo momento conti. Quando, veramente, chi lo sa?

Tutto ciò che ho è questo momento che è passato ancor prima che io possa terminare questa frase. Che cosa scelgo dal luogo del Tutto, Niente, Unità, Vuoto, Pace, Amore, Gioia?

Per ora, ritorno al silenzio. E nel farlo, rido della mia umanità. Quanto facilmente riesco a complicare il niente che siamo.

Con affetto,

Julia Butterfly Hill alias niente

 

Eccoli i valori di San Francisco!

22 Gennaio 2007

Amo il luogo in cui vivo.

Amo la possibilità di andare al mercato dei prodotti locali tutto l’anno, comprare gustosa insalata e pomodori nella stagione calda e bietole, cavoli e verdura a radice quando fa freddo.

Amo l’opportunità di utilizzare i trasporti pubblici se devo andare lontano e la mia bicicletta se mi devo spostare nel quartiere.

Amo prendere il BART (Bay Area Rapid Transport - la metropolitana di San Francisco ndr) e incontrare tutto un arcobaleno di persone. Oggi un uomo stupendo in un costume rosa e una scintillante mantellina d’argento, è salito sul BART con il suo monociclo. Un Dio e una Dea. Amo tutto questo.

Amo raggiungere la cima di una collina a San Francisco per vedere quella stupenda e illuminante bandiera con i colori dell’arcobaleno sventolare orgogliosamente al Castro, proclamando con orgoglio che qui noi onoriamo il diritto delle persone ad apprezzare, desiderare e amare chiunque, indipendentemente dal sesso, identità sessuale, razza, classe, religione, etc.

Amo camminare per le strade logore e puzzolenti del Mission District, fissando con meraviglia e rispetto i più straordinari e squisiti murales che abbia mai visto, o entrando in uno dei miei ristoranti preferiti in assoluto (cucina biologica giapponese MINAKO).

Amo il fatto di vivere in una zona ora conosciuta come la rovina d’America con i nostri “valori di San Francisco!”, Alleluja, io AMO i valori di San Francisco! Amo il fatto che facciamo tesoro dell’arte, dell’ambiente, della gente, della cultura e delle culture e, sì, oso dirlo, della decadenza! Amo il fatto che celebriamo la VITA in tutte le sue diverse forme. Qui, in un certo senso, sembra che abbiamo persone provenienti da tutte le possibili esperienze della vita (e, certo, questo include tantissimi Repubblicani) che hanno trovato il modo di cavarsela … per la maggior parte.

Amo vivere in una zona in cui sono tantissime le persone coinvolte in ambito sociale (conosciuti anche come attivisti e associazioni non-profit). Un luogo in cui le persone sono attivamente impegnate a fare la differenza a livello locale, nazionale, globale - e ne sono molto orgogliosi. Prendete un argomento a caso. Quasi sicuramente, scoprirete che abbiamo almeno un gruppo che ci lavora.

Certo, tristemente, dove vivo io a Oakland e a Richmond (anch’esse parte della Baia) sembra che proviamo gusto ad ammazzarci a vicenda se guardiamo le statistiche degli omicidi, sembra che abbiamo problemi immensi nel passaggio da aree popolari ad aree residenziali, abbiamo i poliziotti che continuano a picchiare e brutalizzare persone innocenti. E, sì, a volte tendiamo ad auto-giustificare le nostre convinzioni e credenze. E, sì, a volte siamo completamente assorbiti da noi stessi e consumati. Oh! Siamo così umani!

Questo è il motivo per cui amo quest’area. Siamo umani. Un sacco di tipi diversi. Tutti ad annaspare, danzare e a vivere le nostre vite verso un destino selvaggio e stupendo. Ci mischiamo e ci fondiamo, a volte in modo delizioso, a volte con un po’ di amaro in bocca, ma sempre in modo vivo e pieno.

Questa è la mia “Ode A Casa Mia”. Vivo qui da quasi 6 anni ormai, e mi sento incredibilmente fortunata di poter chiamare “casa mia” questa selvaggia, stravagante, pazza, meravigliosa, triste, illuminante rete di umanità.

E ovunque sia la nostra casa, per essere considerata veramente “casa”, è necessario che il nostro cuore sia là. Avendo viaggiato per tutti gli Stati Uniti e un po’ all’estero, ho trovato qualcosa da amare in ogni posto in cui sono stata. So che parte della speranza dell’umanità è di innamorarsi di nuovo dei luoghi che chiamiamo “casa”. Ci siamo persi, e abbiamo dato per scontato e buttato via i nostri luoghi speciali. Innamorarsi significa connettersi  molto profondamente, avvertire la bellezza e la distruzione nella medesima viscerale maniera,  e ritrovarci chiamati a far parte  attivamente della comunità insieme al luogo e alle persone che chiamiamo “casa”.

Benvenuti a casa.

Julia Butterfly Hill

 

 

 

 

 

Viaggiatori felici

19 Gennaio 2007

 

Era da un po’ di tempo che non facevo viaggi lunghi e non ricordavo quanto potesse sembrare difficile per un Joyous Vegan resistere tra aeroporti e aerei per circa 13 ore. Ormai parto prepararta ed attrezzata, ma analizzando la situazione con gli occhi di un vegan che vorrebbe essere felice, mi sono accorta di quanti paradossi popolino l’intero viaggio. 

L’industria dei viaggi è infatti completamente “usa e getta”.

Sono seduta in aeroporto in attesa di partire e mi guardo attorno. Sui muri la pubblicità progresso mi ammonisce a comportamenti più sensibili nei confronti di bambini e anziani, ambiente e povertà. La ragazza accanto a me finisce la sua mezza d’acqua e si alza per cercare il cestino. Trovato. Getta la bottiglia. Mi chiedo: e se avesse avuto la possibilità di scegliere di gettarlo in un contenitore solo per la plastica? La domanda resta sospesa nella mia mente. Faccio un giro.

Se ci pensate  tutto ciò che viene servito in aeroporto è carta e plastica, “usa e getta”. Al bar, i panini (naturalmente i vegan non sono contemplati in Italia) sono racchiusi in involucri di plastica, oppure serviti su piatti di plastica, accompagnati da bevande in bicchieri di plastica, oppure, in bottigliette di vetro. In bagno, carta igienica Kimberly Clark, di pura cellulosa (ossia alberi, alberi, alberi), con le immancabili salviettine per asciugarsi le mani che una non serve a niente e devi prenderne almeno una decina per avere un qualche effetto di asciugatura.

E va bene, sei la solita! Ma non puoi pensare di usare vetro, tovaglioli di cotone o asciugamani in un luogo pubblico frequentato da migliaia di persone ogni giorno! E vero! Sono d’accordo. Ma io che sono una vegan felice, quando vedo queste cose mi intristisco e, in automatico, cerco di pensare a possibili alternative. In un mondo dove tutto è possibile, è impossibile che non esista una soluzione a qualsiasi problema!

Mi verrebbe da suggerire carta riciclata e plastica biodegradabile ma mi accorgo immediatamente che, nonostante sembri scontato e semplicistico, l’ufficio acquisti dell’aeroporto in questione avrebbe qualcosa da obiettare. In Italia, così come in molti altri posti, purtroppo, le politiche ambientali non sono primarie.

E allora, se proprio non riusciamo ad acquistare “verde”, perché non raccogliamo in modo differenziato? Non sarebbe il massimo che è possibile fare, ma sarebbe comunque un buon primo passo.

Sono forse troppo ottimista? Non mi pare di chiedere molto.

In aereo è la stessa cosa. Migliaia di pasti serviti ogni giorno … plastica, plastica, plastica.

Se scelgo un pasto vegan, al 99% vuol dire che ho fatto questa scelta per rispetto verso il mondo animale (comprendendo con il termine “animale” anche l’uomo). Sono vegan perché amo gli animali, perché amo l’ambiente che mi ospita e i suoi abitanti, perché amo e rispetto il mio corpo… perché non voglio, per soddisfare un bisogno indotto, creare danni irreversibili a chi ha il mio stesso diritto di essere rispettato. Non voglio il mio pasto vegan in una scatolina di plastica, la mia mela già affettata (di marca alquanto discutibile, tra l’altro) chiusa in un sacchettino di plastica insieme a 3 chicchi di uva; non voglio un sorso d’acqua in un bicchierino di plastica sigillato; non voglio forchettine, cucchiaini, coltelli di plastica … e non li voglio perché poi vanno tutti a finire nello stesso bidone!

Per questo viaggio con il mio set:

un contenitore metallico riutilizzabile con chiusura ermetica per il cibo (tipo quelli da campeggio) = niente plastica e certezza della genuinità del cibo.

Set di posate di bambù + tovagliolo di canapa riutilizzabili.

Thermos per i liquidi (acqua, caffè, thè, ecc..) riutilizzabile.

In aereo, con le nuove norme di sicurezza, l’unica accortezza è quella di mettere in contenitori di 100gr tutti i liquidi/condimenti che si vogliono portare a bordo. Per il resto nessun problema.

Scomodo viaggiare così attrezzati? NO! E’ bellissimo … è bellissimo accorgersi di avere la splendida occasione di viaggiare senza dipendere dal modulo “usa e getta” nel quale ci vogliono costringere.

TUTTI POSSIAMO ESSERE VEGAN E VIAGGIATORI FELICI!!!!

 

 

Poem

1 Gennaio 2007

 

Questa poesia è nata durante le mie riflessioni di fine anno. Con il Solstizio d’Inverno ho ricordato a me stessa di guardare dentro, dedicare tempo ad una tranquilla riflessione, ricordare che ogni cosa nella vita ha flussi e riflussi, un tempo per nascere e un tempo per morire.

Nella nostra società che è così preoccupata di invecchiare e eventualmente morire, combattiamo questa visione con ogni mezzo pensabile: creme “miracolose”, botulino, clonazione. Non preoccupatevi. La morte è così antiquata. Non dovete sentire la mancanza di “Fluffy”. Potete semplicemente clonarlo e avere un nuovo cucciolo.

Ma ogni cosa nella vita ha i propri cicli per una ragione precisa. C’è infatti una “Ragione per ogni Stagione”. Ed è per questo e per molto di più che un profeta di nome Gesù è venuto sulla Terra si suppone in questo periodo moltissimo tempo fa.

Questa stagione è un invito ad abbracciare la vita, lasciandola andare.

“We All Decay and Crumble” 

I sit silently

ThinkingOf my life…

Of life itself…

A funny, fragile thing. 

 

Man dies in snow.

Friend struggles with cancer.

Another young person

Shot.

Blood

That once pumped through

Veins and heart

Now stains the street.

 

Death toll

Rises in Iraq.

In the headlines everyday.

In all this

What makes life worth living?

Death.

Death does.

The Angel that sits on shoulders

Ever-beckoning.

Reminding us

That it doesn’t actually

Matter all that much…

All the silly things

We waste our precious time

Worrying about.

 

In the end

We all decay and crumble

 

*Di seguito una libera traduzione della poesia di Julia Butterfly Hill, senza pretese, al solo scopo di farne percepire il senso profondo.

 

“Tutti deperiamo e ci sgretoliamo”

Siedo in silenzio

Penso

Alla mia vita…

Alla vita stessa…

Cosa divertente, fragile.

 

Un uomo muore nella neve.

Un amico lotta contro il cancro.

Un altro giovane

Ucciso.

Sangue

Che prima pompava attraverso

Vene e cuore

Ora macchia la strada.

 

Rintocco di morte

Si leva in Iraq

Nei titoli di ogni giorno.

In tutto ciò…

Cosa rende la vita degna di essere vissuta?

La Morte.

La Morte lo fa.

L’Angelo che siede sulle spalle

Ci chiama continuamente

Ricordandoci

Che non è poi

Così importante…

Tutte le cose sciocche

Per cui sprechiamo il nostro prezioso tempo

Preoccupandocene.

 

Alle fine

Tutti deperiamo e ci sgretoliamo.

 

 

 

 

Risposta alle richieste

28 Dicembre 2006

Ciao a tutti amici in rete!

Di seguito pubblico una lettera rivolta a tutte quelle meravigliose persone che mi stanno seguendo e che chiedono il mio aiuto personale e diretto.  Come molti di voi sanno ormai,  ho deciso di allontanarmi dalla sfera pubblica per un pò (a parte le mie lettere nel blog e gli appuntamenti periodici con i membri della COL).  Se date un’occhiata al mio calendario, vi accorgerete che è vuoto. Questo perché ho deciso di dedicare più tempo a lavorare su me stessa, interiormente, ed è una cosa di cui sento profondamente il bisogno.  Un giardino può crescere su un terreno fertile, e non ho ancora prestato tempo e attenzione sufficienti al terreno della mia anima.

La ragione per cui scrivo oggi è per offrire alcuni pensieri che possono servire a tutti (non solo a coloro che si stanno chiedendo perché non ho un calendario impostato per il prossimo anno).

Grazie per essere voi.
Cari Amici,

Grazie per tutto il vostro affetto, supporto e fiducia in me.

In questo momento ho deciso di allontanarmi per un pò dal lavoro pubblico per dedicare più tempo a lavorare su di me interiormente. E questo momento rappresenta un’opportunità perfetta per tutti quelli che hanno bisogno o vogliono la mia partecipazione da qualche parte, perché  riescano a guardare profondamente all’interno di loro stessi e trovare proprio lì ciò per cui ho lavorato e comunicato in tutti questi anni – e cioè che ognuno di noi è forte, grande e in grado di raggiungere traguardi oltre ogni immaginazione.

Nella cultura farcita di immagini e di prodotti in cui viviamo oggi, siamo ogni giorno tentati di buttare via il nostro grande potere. Io sono l’orgogliosa e affettuosa prova che ogni persona può alzarsi in piedi e decidere per una vita più grande di quella che pensiamo possibile.  I più grandi limiti che la maggior parte di noi deve  affrontare sono soprattutto i nostri stessi pensieri.  Se avete qualche dubbio, provate a pensare agli immensi ostacoli che Ghandi, Martin Luther King Jr., Nelson Mandela, e Giovanna d’Arco (e i fenomenali movimenti che hanno contribuito a far nascere e di cui sono stati parte) hanno affrontato. Essi non hanno lasciato che quegli ostacoli fisici ingannassero le loro menti, bensì hanno usato quegli stessi ostacoli per far crescere il loro personale impegno, creatività e forza. E sì, essi erano disposti a dare qualsiasi cosa, compresa la loro vita.  Essendo disposti a rischiare tutto, essi si sono guadagnati una vita di potenza e potere. Joules Graves nella canzone “Out On A Limb” canta: “What are you willing to do for what you believe? Are you willing to get up and take a stand, or roll over and go back to sleep? On the rickety raft rides the refugee to brave the winds and the wild, wild seas, and risk it all to be free. And risk it all to be free.” (“Che cosa sei disposto a fare per ciò in cui credi? Sei disposto ad alzarti in piedi e prendere posizione o girarti su un fianco e tornare a dormire? Il rifugiato cavalca le rapide e affronta i venti e i mari in tempesta, e rischia tutto per essere libero. E rischia tutto per essere libero”) 

E Janis Joplin cantava, “Freedom is just another word for nothing left to lose.” ( “Libertà è solo un’altra parola per dire che non abbiamo niente da perdere”) Che cosa siamo disposti a lasciar andare per guadagnarci una vita degna di essere vissuta e per la quale morire. Ognuno di noi morirà. Una vita vissuta pienamente è quella per cui riusciamo a lasciar andare la paura, abbracciando al contrario tutto ciò che ci spaventa di più. E’ divertente scoprire  quanto questo funzioni.

Voi non avete bisogno di me. Tutto ciò di cui avete bisogno è guardare nello specchio della vostra anima e far salire e reclamare il vostro diritto di vivere una vita di divinità, potere, magia e servizio. Allora, avrete una vita degna di essere vissuta e il mondo sarà gratificato dal vostro impegno.

Vinceremo qualcosa e qualcosa perderemo. Ma perdiamo così tanto di più quando decidiamo di essere piccoli, e vinciamo una vita inimagginabile quando  camminiamo all’interno dell nostro stesso essere divini con l’AZIONE – al SERVIZIO di quel mondo di cui siamo intrinsecamente parte.

Lo specchio della mia anima profonda mi ha guidato nel dedicare questo momento a fare un passo indietro ed essere un esempio perché gli altri facciano il loro passo in avanti, perché si guardino dentro, sapendo che altri si alzeranno in piedi!  Ho fiducia nella brillantezza e  nella bellezza dell’universo umano e in tutto ciò che lo sostiene. E mi rifiuto di considerare chiunque come “non abbastanza”. Voi siete esattamente ciò che dovete essere. E voi siete “abbastanza”. Abbastanza per trasformare il mondo nel mondo che desiderate e lasciare un’eredità che in grado di fare la differenza. Ognuno di noi è un predecessore del futuro. Quale volete che sia la vostra eredità?

Grazie per il vostro coraggio, il vostro impegno, il vostro amore, il vostro agire per servire e per la vostra brillante  luce. Lasciatela SPLENDERE, Lasciatela SPLENDERE, Lasciatela SPLENDERE!

Continuerò a scrivere i miei pensieri ogni volta che mi si presenteranno nel corso di questo periodo; quindi sentitevi liberi  di controllare e leggere se ciò può aiutarvi ed ispirarvi. Considero questo mezzo come un modo per restare in contatto con il mondo, anche se la mia attenzione è rivolta più internamente. E, come sempre, ogni cosa che condivido è incondizionata e spinta dal mio più sincero desiderio di servirvi – nel modo migliore che conosco – essendo al servizio completo del mondo che tutti condividiamo.


Al servizio con amore e gioia,

julia butterfly hill
 

Solidarietà all’azienda biologica Ginnasi

28 Novembre 2006

L’azienda biologica Ginnasi in base al nuovo Piano Regolatore del comune di Ronciglione (VT), sarà espropriata d’undici ettari del proprio terreno. Oltre all’azienda della famiglia Ginnasi nell’esproprio sono coinvolte altre venti aziende, che vedranno così trasformati parte dei loro terreni in una zona industriale ed espositiva. Elisabetta Ginnasi da lunedì 20 novembre ha intrapreso uno sciopero della fame davanti al comune di Ronciglione come forma di protesta contro questa decisione, tecnicamente ancora modificabile. Il Circolo Vegetariano di Calcata che prima che ogni decisione diventi definitiva sia aperto un dibattito che abbia come primo effetto la cessazione da parte della signora Ginnasi del suo estremo atto di protesta.

Invitiamo a scrivere al Sindaco del Comune di Ronciglione per incoraggiare un dialogo sereno che non potrà che favorire l’interesse comune:  sindaco.ronciglione@thunder.it  

fonte: Circolo vegetariano Calcata (Vt) fomafomic@tiscali.it

Scriviamo!

Be Joyous!